Oltre il Sapore: La Storia Millenaria dello Speck Alto Adige
C’è un segreto che si tramanda da secoli nelle valli altoatesine: “un po’ di sale, un po’ di fumo e molta aria buona”. È la ricetta magica dello Speck Alto Adige IGP, un prodotto unico che fonde la tradizione del nord (l’affumicatura) con quella del sud (la stagionatura all’aria).
L’Affumicatura: Lo speck non viene affumicato pesantemente, ma con moderazione. Si utilizza legno di faggio poco resinoso, con l’aggiunta di rami di ginepro per conferire quel tocco aromatico inconfondibile. Il processo avviene a una temperatura controllata che non deve mai superare i 20 gradi, per non sciogliere i grassi nobili.
La Stagionatura: Dopo l’affumicatura, lo speck viene portato in stanze fresche e ventilate dall’aria pura di montagna. Qui riposa per almeno 22 settimane, sviluppando sulla crosta una sottile muffa nobile che ne garantisce la conservazione e ne ammorbidisce il sapore.
L’Arte del Taglio: Non chiedete lo speck tagliato a macchina! La vera esperienza prevede di riceverlo in un unico pezzo da tagliare al coltello. I cubetti o le fettine irregolari permettono di apprezzare il contrasto tra la parte speziata esterna e il cuore dolce della carne. Accompagnatelo con uno Schüttelbrot e un calice di Schiava: è la “Marende” (merenda) definitiva degli altoatesini.
L'Esperto dell'Alto Adige
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